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Ingiuria militare e D.lgs 7/2016

2018-07-14 23:24

Avv. Christian Petrina

Diritto penale militare,

Ingiuria militare e D.lgs 7/2016

Inseguito all’entrata in vigore del D.Lgs 7 del 2016 che depenalizza, tra glialtri, il reato di ingiuria p.e p. dall’art.594 c.p., ci si è posti il pr

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Inseguito all’entrata in vigore del D.Lgs 7 del 2016 che depenalizza, tra glialtri, il reato di ingiuria p.e p. dall’art.594 c.p., ci si è posti il problemadel destino della figura delittuosa prevista dall’art. 226 c.p.m.p. 

Ciòprendendo in considerazione, come punto di partenza, il cd. "Principio dioffensività" che fa si che affinchè vi sia reato non basta che il fatto storicocontenga tutti gli elementi astrattamente previsti dalla norma incriminatrice,ma occorre anche la lesività del bene protetto scaturente proprio da talecondotta. 

Inparticolare, il problema che ci si è posti è relativo alla legittimitàcostituzionale dellla legge 7/2016 nella parte in cui, depenalizzando il reatocomune di ingiuria non abbia parimenti fatto con quello militare. 

Secondoalcuni l’ingiuria militare è un reato diverso, geneticamente, da quello comunein quanto, innanzitutto, è legata ad un principio previsto da una disposizione del codice penalemilitare di pace ( ci si riferisce all’art. 37 che prevede che "qualunqueviolazione della legge penale militare è reato militare", ma, anche esoprattutto, perché tutela un bene giuridico ulteriore rispetto a quelloprotetto dall’art. 594 c.p. .

Infatti,oltre alle qualità morali ed alla dignità del militare viene tutelato anche l’interessegiuridico connesso al "servizio ed alla disciplina".Tuttavia,la critica che potrebbe muoversi a tale lettura è che il reato di cui all’art.226 c.p.m.p. è inserito nel titolo IV, capo III intitolato "reati contro lapersona", diversamente da quelli inseriti nel titolo III "Reati contro ladisciplina militare", quali, ad esempio, il 189 comma 2 ( insubordinazione coningiuria).

Talediversa collocazione sembrerebbe rendere priva di pregio la tesi anzidetta.Infatti,la Corte Militare di Appello, nel rimettere la questione di legittimitàcostituzionale per contrasto con gli artt. 3 e 53 Cost alla CorteCostituzionale, giudicandola non manifestamente infondata, evidenzia proprio l’assenzadi qualunque giustificazione tra questa disparità di trattamento tra militari ecivili.

Unaprecisazione dovuta è che il profilo di incostituzionalità sollevato era relativo,in particolare, alle ipotesi in cui l’offesa non fosse minimamente attinente aprofili legati al servizio ed alla disciplina militare, sottolineando che,proprio in questo caso si configurerebbe una ingiustificata disparità ditrattamento perché un civile, per una condotta identica, anche in quanto a lesivitàdi un medesimo bene giuridico, non ne risponderebbe penalmente contrariamentead un militare.

Ebbene,con sentenza 215 del 2017, la Corte costituzionale ha salvato lacostituzionalità dell’articolo 226 c.p.m.p. ritenendo che non vi è alcunaregressione dei diritti dei militari di fronte alle esigenze, anche dicoesione, della struttura militare, in quanto si tratta di deroghe puntualirispetto al modello dell’Amministrazione civile. 

In altri termini, ha ritenuto che i principi e le esigenze dicoesione dei corpi militari siano ampiamente meritevoli di una specificaprotezione che giustifica la lamentata disparità di trattamento tra civili emilitari.

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